
...
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio
...
A Merini
....

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Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c'è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio
...
A Merini
....


...
Raccontami una favola,
una favola che sia pazza,
che mi inviti a sognare.
Toglimi la tristezza dall’anima
e l’odore di morte dalla mia solitudine.
Raccontami una favola,
mettimi nel cuore la novella piu’ dolce
di un mondo umano, desiderato e migliore.
Aprimi una finestra
dalla quale possa volar via il dolore dell’anima.
...
Marco Nurra

Lo sai ched’è la Bolla de Sapone?
l’astuccio trasparente d’un sospiro.
Uscita da la canna vola in giro,
sballottolata senza direzzione,
pe’ fasse cunnalà come se sia
dall’aria stessa che la porta via.
Una farfalla bianca, un certo giorno,
ner vede quela palla cristallina
che rispecchiava come una vetrina
tutta la robba che ciaveva intorno,
j’agnede incontro e la chiamò: - Sorella,
fammete rimirà! Quanto sei bella!
Er celo, er mare, l’arberi, li fiori
pare che t’accompagnino ner volo:
e mentre rubbi, in un momento solo,
tutte le luci e tutti li colori,
te godi er monno e te ne vai tranquilla
ner sole che sbrilluccica e sfavilla.-
La bolla de Sapone je rispose:
- So’ bella, sì, ma duro troppo poco.
La vita mia, che nasce per un gioco
come la maggior parte de le cose,
sta chiusa in una goccia... Tutto quanto
finisce in una lagrima de pianto.



Alda Merini, morta oggi ! Novembre 2009
Cessato è finalmente questo inferno,
già da gran tempo, ormai la primavera:
l'indole giusta
del sonno mi risale le caviglie
mi colpisce la testa come un tuono.
Finalmente la pace,
i miei fianchi e la mia mente vinta,
ed io riposo giusta sui declivi
della mia sorte almeno per quell'ora
che mi divide dall'infame aurora.


Prigione
Volano i miei pensieri
In cerca di una via di fuga.
Dove sono i cieli in cui mi perdevo?
Il vento che sfiorava le mie ali
e mi portava il profumo del mare?
Ubriaco di felicità
possedevo il mondo,
ora il mondo mi possiede
ed io muoio di dolore

...Io restai a lungo supino, con gli occhi aperti,
il viso e le braccia coperti di paglia.
La notte era chiara, fresca e penetrante.
Non c'era la luna ma le stelle
sembravano appena lavate dalla pioggia
e sul sonno cieco di tutti gli altri,
scintillavano tremolando solo per me
nel grembo del cielo...
Pablo Neruda